Recensione: Violent Femmes – We Can Do Anything

11/05/2016 § Lascia un commento

Recensione: Violent Femmes – We Can Do Anything (PIAS, 2016)

violent-femmes-we-can-do-anythingCosa succede se all’improvviso i Violent Femmes si riuniscono (almeno Gordon Gano e Brian Ritchie), dopo 16 anni dall’ultimo album che risultò deludente, e ripescano dagli archivi brani scartati da altri dischi? Succede che chiamano alla batteria Brian Viglione (Dresden Dolls) a sostituire Victor Delorenzo, e alla fine sistemano le tracce per questo nuovo, per dire, ‘We Can Do Anything’.

‘Memory’ è uno scarto dei loro inizi, si sente eccome e il testo racconta del tentativo di ricordarsi di una ragazza con la quale si è usciti; loro non ricordano nulla di quella sfortunata ma noi immediatamente torniamo indietro a ‘Blister in the Sun’. Il loro stile è tornato e l’american folk (‘I Could Be Anything’), quel country strampalato (‘I’m Not Done’), quel punk rock bizzarro (‘Holy Ghost’) si riflettono anche nell’illustrazione di copertina ad opera di Kevin Hearn dei Barenaked Ladies.

‘Traveling Solves Everything’ e ‘Untrue Love’, per motivi diversi, sembrano mancare il colpo e quasi stonare in appena trenta minuti di album. ‘What you Really Mean’ è una semplice ballata che mi ricorda Joseph Arthur ed è stata scritta dalla sorella di Gano, Cynthia Gayneau; brava lei e perfetto l’arrangiamento.

Ora il problema è capire se stavate cercando qualcosa di nuovo, che catapulti i Violent Femmes nell’anno 2016 oppure se volevate starvene sul sicuro, con una manciata di buoni pezzi pescati dai loro esordi e quindi dall’epoca d’oro del gruppo. Decidete pure perché il voto potrebbe cambiare di alcune misure, io decido di stare nel mezzo.

Tracklist:

01. Memory
02. I Could Be Anything
03. Issues
04. Holy Ghost
05. What You Really Mean
06. Foothills
07. Traveling Solves Everything
08. Big Car
09. Untrue Love
10. I’m Not Done

 

Sito Internet: http://www.vfemmes.com
Facebook: https://www.facebook.com/officialviolentfemmes

(Hank – per Ondalternativa)

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Video: Daniele Brusaschetto – Seems so Long Ago, Nancy

18/01/2016 § Lascia un commento

Daniele Brusaschetto Video 2016Radio Stridentia, il nuovo disco di Daniele Brusaschetto in uscita il 20 febbraio 2016 per Bosco Records, viene presentato dal video di Seems So Long Ago, Nancy. La canzone è una cover di Leonard Cohen apparsa nel tributo digitale I Have Tried In My Way To Be Free: Read And Reread Leonard Cohen, Son Of Marketing organizzò la compilation con tanti altri artisti sul finire del 2015.

Cliccate subito Play e lasciatevi trasportare nel viaggio lievemente sfuocato e ricco di rumori e di malinconia verso l’arrivo del nuovo disco.

Buon Ascolto.

Daniele Brusaschetto FB
Daniele Brusaschetto WebSite
Bandcamp

Ty Segall: Il nuovo album Emotional Mugger in full streaming

14/01/2016 § Lascia un commento

ty-segall-Emotional-Mugger‘Emotional Mugger’ è il successore di ‘Manipulator’, uscito in agosto del 2014 sempre su Drag City ovvero l’ottavo disco di Ty Segall e uscirà il 22 di gennaio.

L’album era stato spedito in anteprima alle redazioni dei magazine internazionali più importanti in formato cassetta VHS, con una presentazione cinematografica e la riproduzione integrale di un film (c’è chi si è visto My Life, chi Star Trek II).

Buon ascolto!

Clicca qui: http://www.npr.org/2016/01/13/462671881/first-listen-ty-segall-emotional-mugger

Hjaltalìn: ‘We Will Live For Ages’ Video

06/10/2015 § Lascia un commento

Ecco
il video diretto dal frontman della band Högni Egilsson e girato completamente in Marocco.

Hjaltalín - We Will Live For AgesQueste le sue parole in merito, riportate da The Line Best Fit:

The video is a lovers conversion to a state where countless eyes stare at a heart that they’ll need to share to quietly imitate what time has drained away,” says Hjaltalín frontman Högni Egilsson about the new visual for “We Will Live For Ages”.

Egilsson shot and directed the video himself in Morocco and describes it as “a complete induction into the amorous realm.”

Going to Morocco to shoot the video felt like an appropriate choice as the song speaks of the lover’s induction into the amorous realm,” explans Egilsson, “which we quietly imitated in our personal escape to the North African desert.

Io spero che sia l’inizio per un loro nuovo successo.

Hjaltalìn Facebook

Have a good week #1

05/10/2015 § Lascia un commento

Ovvero il consiglio della settimana.

In Gowan Ring – The Serpent And The Dove (2015)

Come si può leggere dal sito: ‘The Serpent and the Dove’ will be released on the Autumn Equinox (September 23) through Les Disques du 7ème Ciel and we have an attendant batch of concerts to coalesce our attentions. We assemble musicians and drivers to make ready for some dozens of concerts over 6 weeks’ time. We work to present the music of ‘The Serpent and the Dove’ in the best possible spaces and have come up with some very nice situations… (and more coming soon!)

Quindi un disco perfetto per questa stagione. Bobin Jon Michael Eirth, meglio conosciuto come B’ee o B’eirth, torna dopo più di dieci anni con il suo Symbolist Folk.

In Gowan Ring – Hazel Steps

Sito Internet
Facebook

Buon ascolto

Have a good week!

Recensione Sherwood & Pinch – Late Night Endless

13/03/2015 § Lascia un commento

Recensione Sherwood & Pinch – Late Night Endless (Tectonic/On-U Sound, 2015)

Sherwood_&_PinchLa collaborazione, durata in studio circa due anni, tra Sherwood e Pinch ha dato origine a ‘Late Night Endless‘, pubblicato dalla On-U Sound e dalla Tectonic Recordings; i due producer si fanno riconoscere anche in coppia, e si distinguono benissimo le due diverse anime lungo tutte le dieci tracce del disco.

Pinch si trova sempre a suo agio quando inserisce qualche spezzone horror, così come i campionamenti e gli inserimenti vocali reggae-dub abbracciano calorosamente Sherwood. E’ certo poi che i due non sembrano aver risentito delle pressioni legate alle aspettative, perché a mio avviso hanno prodotto un disco divertendosi tra di loro, mettendoci tutto il tempo necessario.

Shadowrun‘ è totalmente Tectonic e decisamente misteriosa in quanto opener, i bordoni di ‘Gimme Some More (Tight Like That)‘ si legano perfettamente con i sampler di Sherwood mentre ‘Wild Birds‘ riprende un sempre verde trip hop buttandolo sul riflessivo andante, forse troppo. ‘Precinct Of Sound‘ è invece una versione di ‘Swish‘ (Pitch) dubbata da Adrian Sherwood con l’aggiunta delle paole del poeta/musicista Andy Fairley, il risultato è ottimo. Probabilmente la seconda parte del disco è quella più carente, però non toglie nulla all’album in se.

Cosa ci si aspettava dal duo? Tantissimo direi e non hanno deluso, tra una giocata facile e l’altra c’è davvero tanto in ‘Late Night Endless‘ da entrambe le parti.

Tracklist

01. Shadowrun
02. Music Killer Dub Vocals
03. Gimme Some More (Tight Like That)
04. Bucketman Vocals – Daddy Freddy
05. Wild Birds Sing
06. Stand Strong
07. Precinct Of Sound
08. Different Eyes
09. Africa 138
10. Run Them Away

Facebook: www.facebook.com/pages/Sherwood-Pinch
Adrian Sherwood: www.adriansherwood.com
Pinch: www.facebook.com/PinchTectonic
Tectonic: www.tectonicrecordings.com
On-U Sound: www.on-usound.com

(Hank)

Recensione Disappears – Irreal

13/03/2015 § Lascia un commento

Recensione Disappears – Irreal (Kranky, 2015)

disappears_irrealBrian Case (voce e chitarra) porta avanti il discorso iniziato con l’EP Kone del 2013 e sostenuto dall’album precedente ‘Era‘ (sempre del 2013 e sempre su Kranky) con la stessa identica band: Jonathan Van Herik (chitarra), Noah Lager (batteria) e Damen Carruesco (basso). Un po’ come a sottolineare che la squadra che vince non si cambia.

Il kraut rock è sempre presente, a modo suo, all’interno di un persorso di scomposizione della forma canzone in un mondo new wave ricco di sperimentazione. ‘Irreal‘ è il quinto album della band e mi piace pensare che il gruppo non voglia starsene immobile sulla loro idea iniziale ma che desidera andare oltre alla realtà del momento. Non c’è nulla di così sperimentale da definirsi nuovo ma c’è tanto da poter essere risultare più che interessante.

Interpretation‘ è uno schema netto e preciso di Noah Lager, un richiamo ipnotico dei Can, su cui si spalmano le due frasi ripetute in modo monotono da Brian Case: “I want to remember” e “Anything can happen”. ‘I_O‘ è desolazione in controtempo, ‘Another Thought‘ parla di memoria sfruttando Neu! e P.I.L. mentre con la title track non c’è più futuro e la visione che il suono può scaturire è apocalittica.

Troviamo un cuore dub-funk oscuro in ‘Halcyon Days‘ che ci spinge nei bordoni di ‘Mist Rites‘ per finire poi tra il noise post punk di ‘Navigating The Void‘, che coincide con la conclusione dell’album. I Disappears sanno esattamente cosa stanno facendo e cosa vogliono fare, e lo si vede anzi, lo si sente!

Tracklist:

01. Interpretation
02. I_O
03. Another Thought
04. Irreal
05. OUD
06. Halcyon Days
07. Mist Rites
08. Navigating The Void

Sito Internet: www.disappearsmusic.com
Facebook: www.facebook.com/pages/Disappears
SoundCloud: soundcloud.com/disappears
Casa Discografica: www.kranky.net


(Hank)

Recensione Cosmetic – Nomoretato

06/02/2015 § Lascia un commento

Recensione Cosmetic – Nomoretato (La Tempesta, 2014)

Cosmetic–NomoretatoI Cosmetic sono tornati dopo due anni dalla loro ultima uscita, “Conquiste” del 2012 per La Tempesta Dischi, senza cambiare casa discografica e con un concetto semplice in testa: “E potete continuare a dirci immaturi / che dopo i trent’anni ora vale di più / ma solo per mezz’ora tornare sereni / le colpe, gli eccessi li mettiamo noi”.

Questa storia sull’immaturità vi viene buttata in faccia, così come “quello che conta è quello che conta per noi” continua a ritornare in diverse tracce, e oltre ai concetti anche la melodia ricompare e non si stacca più. Non per questo posso definire il pop psichedelico di Nomoretato ostico, anzi: tutto il contrario, però la mia insoddisfazione è proprio dietro l’angolo. Ci sono brani convincenti, questo si, però sarebbero stati più d’aiuto in un EP e non in un disco bello pieno.

Sarà anche il cantato in italiano che questa volte mi convince meno del solito, ma penso sarebbe meglio cambiare registro. Claudio Cavallaro (Granturismo) ha fatto un buon lavoro in produzione per queste dodici tracce in analogico, quindi un primo passo per questo ipotetico cambio è già stato fatto.

Ieri ero con i Cosmetic oggi meno e non è colpa dei miei trent’anni e poco più.

Tracklist:

01. Venue
02. Crediti
03. Occhi gialli sull’isola del mondo
04. Nelle mani giuste
05. Nomoretato
06. Non ritornerò
07. Stanza del figlio
08. Continuum
09. Voragini (Sotto i nostri piedi sicuri)
10. Rocapina
11. Bordonero
12. Reprise

Sito Internet: www.cosmeticmusic.com
Facebook: www.facebook.com/cosmeticmusic
Casa Discografica: latempesta.org

(Hank)

Recensione dEUS – Selected Songs 1994 – 2014

06/02/2015 § Lascia un commento

Recensione dEUS – Selected Songs 1994 – 2014 (Pias, 2014)

deus-Selected-SongsEra il 1994 e i dEUS arrivarono con l’album ‘Worst Case Scenario‘, il loro debutto, ovvero il disco che li catapultò subito al successo internazionale. L’unione di sonorità passate e quelle dell’allora presente fecero il botto. Ricordo ancora ‘Suds & Soda’ che apriva le danze lasciandoti affascinato e ipnotizzato, sia per l’utilizzo del violino che per la sua potenza.

Alla fine del 2014, come è giusto che sia dopo 20 anni, esce questo ‘Selected Songs 1994 – 2014‘ che vuole racchiudere tutto il range espressivo di questa band belga in trenta canzoni: dalle prove più sperimentali, art-wave e jazzy, a quelle più easy e vicine alla forma canzone fatta e finita. L’ordine cronologico è cancellato e si salta senza problemi dal 1999 di ‘Instant Street‘ (nell’album ‘The Ideal Crash‘) al 2008 di ‘The Architect‘ (nell’album ‘Vantage Point‘) e bisogna attendere la metà della prima parte della compilation per ascoltare un po’ di ‘Worst Case Scenario‘ (‘Via‘).

La scelta delle canzoni si può discutere quanto si vuole, però il risultato lascia il secondo disco un po’ più fiacco rispetto al primo e personalmente avrei eliminato qualche canzone dagli ultimi tre dischi per inserirne qualcuna dall’episodio ‘My Sister Is My Clock‘ del 1995 qui stranamente assente. Purtroppo non ci sono inediti ma potete trovare, sempre nel primo disco, una registrazione live datata 2012 di una davvero ottima ‘Sun Ra‘.

Tutto sommato Tom Barman e Klaas Janzoons possono stare tranquilli perché questa è una buona raccolta che potrà incuriosire chi ancora non li ha mai ascoltati o riuscire a risvegliare molti ricordi a chi, come il sottoscritto, negli anni ’90 era un teenager.

Sito Internet: www.deus.be
Facebook: www.facebook.com/dEUSmusic
Casa Discografica: www.pias.com


(Hank scritto per www.ondalternativa.it)

ZU: “Rudra Dances Over Burning Rome”, primo estratto dal nuovo album “Cortar Todo”

21/01/2015 § Lascia un commento

zu cortar todo

Dal nuovo album ‘Cortar Todo‘, l’uscita è prevista per il prossimo 24 marzo su Ipecac Recordings,  gli Zu hanno messo in streming il primo brano estratto: ‘Rudra Dances Over Burning Rome‘. L’album è stato registrato in estate al Vacuum Studio di Bologna e vede la partecipazione del tastierista Joey Karam (Locust) e di Stefano Pilia (Massimo Volume).

Buon Ascolto.

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