Recensione Indigo Mist – That the Days Go By and Never Come Again

08/10/2014 § Lascia un commento

Recensione Indigo Mist – That the Days Go By and Never Come Again (RareNoise Records, 2014)

imCuong Vu è un trombettista e compositore vietnamita che ha lavorato assieme a Bill Frisell, Pat Metheny e Laurie Anderson; Richard Karpen è un pianista e compositore di stampo classico ma che si sporca le mani ben volentieri anche come sperimentatore sonoro. Il loro incontro alla School of Music di Washington è tanto inusuale quanto perfetto, un incontro speciale che li ha portati in fretta in studio di registrazione per delle improvvisazioni.

Ovviamente in studio con Cuong Vu c’erano Luke Berman al basso e Ted Poor alla batteria, ed è così che nacque ‘Indigo Mist‘. ‘That the Days Go By and Never Come Again‘ sancisce l’incontro delle loro due culture musicali con certa elettronica e manipolazione sonora; ovviamente il disco è un chiaro omaggio, viste le riletture, a Duke Ellington (‘Moon Indigo‘, In A Sentimental Mood‘) e Billy Strayhorn (‘Lush Life’, ‘A Flowers is A Lovesome Thing’).

Non dimentichiamoci che anche Charles Mingus è presente grazie alla loro composizione ‘Charles‘ che assieme a ‘Duke‘ (sempre per Ellington) ci mostra come gli strumenti dei due artisti possono dialogare magnificamente. L’iniziale uno-due è il vero grosso colpo al cuore e allo stomaco: ‘L’heure Bleue‘ così folle e così precisa e la seguente allucinata piece di ‘Indigo Mist‘.

Non è un disco semplice, bisogna ascoltarlo e ascoltarlo ancora diverse volte ma questo corpo classico con un’anima jazz vagamente elettronica è un human being free contemporaneo davvero notevole.

Bravissimi.

Tracklist:

01. L’Heure Bleue
02. Indigo Mist
03. A Flower Is A Lovesome Thing
04. Billy
05. Duke
06. In A Sentimental Mood
07. Charles
09. The Electric Mist
10. Mood Indigo

 

Cuong Vu Facebook: www.facebook.com/pages/Cuong-Vu
RareNoise Records: www.rarenoiserecords.com

(Hank)

Recensione Interstatic – Arise

08/10/2014 § Lascia un commento

Interstatic – Arise (Rarenoise Records, 2014)

Insterstatic - AriseRoy Powell ha studiato pianoforte e composizione d’avanguardia al Royal Northern College of Music di Manchester, in Inghilterra. Questa volta non si accompagna a Lorenzo Feliciati, Pat Mastellotto e Bill Laswell (tutti compagni di altri progetti pubblicati sempre su Rarenoise Records) ma ha dalla sua una valida coppia: Jacob Young alla chitarra elettrica e Jarle Vespestad alla batteria – una batteria di livello presente in diverse produzioni ECM.

Gli Interstatic, dunque, continuano con ‘Arise‘ (mi spiace, nessun omaggio all’album del 1991 dei Sepultura) sulla stessa scia del primo omonimo album del 2012 provando a dare nuova linfa al trittico organo, chitarra e batteria: un buon mix di blues, jazz, funk e prog. Ci saranno riusciti? Passiamo, quindi, direttamente alle canzoni presenti in questo ‘Arise‘.

Doozy Mugwump Blues‘ è semplicemente uno dei brani più riusciti, dove la chitarra oltre a dominare si fonde splendidamente con gli altri due strumenti. ‘Alpha Dog‘ non è da meno, forse più rock che jazz e con qualche richiamo swing. ‘Iwato‘ mi ricorda purtroppo Santana ma non mi lascia del tutto con l’amaro in bocca, cosa che succede con la troppa sicurezza tecnica sbandierata in ‘Alexa‘.

Frank’ll Fix It‘ è invece un omaggio al loro idolo, un’artista fondamentale per il trio, fonte d’ispirazione sicura, ovvero Frank Zappa; ‘Wonderfall‘ inizia rock ma poi si muove nella tua testa come un maledetto flipper prog – blues.

Un album ben riuscito, con i classici alti e bassi e quindi con qualcosa da migliorare dando forse più libero sfogo all’ispirazione che alla tecnica. Posso però dire che se continueranno a muoversi su questi livelli gli auguro di continuare a fare dischi.

Tracklist:

01. Doozy Mugwump Blues
02. Caerbannog
03. Alpha Dog
04. Iwato
05. Frank’ll Fix It
06. In the Beginning
07. Alexa
08. Wonderfall
09. Doozy (reprise)

Roy Powell: www.roypowell.net
Sito Internet: www.interstatic.info
Fan Page Band: www.facebook.com/interstatic
Rarenoise Records: www.rarenoiserecords.com

(Hank)

Recensione Jamie Saft , Bobby Previte, Steve Swallow – The New Standard

03/06/2014 § Lascia un commento


Recensione Jamie Saft , Bobby Previte, Steve Swallow – The New Standard (Rarenoise Records, 2014)

Jamie Saft Bobby Previte Steve Swallow The New StandardPrima di sentire Jamie Saft in svariati progetti qui su Rarenoise Records (Plymouth, Metallic Taste of Blood, Slobber Pup), me lo ricordo assai bene in “Trouble – The Jamie Saft Trio Plays Bob Dylan” pubblicato dalla Tzadik. Anche in quel disco Saft si divideva tra piano e organo ma questa volta non si tratta di un tributo jazz.

The New Standard‘ può essere l’inizio di standard jazz nuovi di zecca, non più virati verso la sperimentazione, ma intesi nel modo più classico possibile. Al suo fianco troviamo due mostri sacri come Bobby Previte (batteria) e Steve Swallow (basso elettrico) che non hanno bisogno di presentazioni e che riescono splendidamente a sfornare una ritmica davvero notevole.

Veniamo quindi alle dieci tracce contenute in questo nuovo progetto: ‘Clarissa‘ è semplicemente jazz con un ritmo davvero deciso, ‘Minor Soul‘ con tutto il suo bel solo di Swallow va avanti che è una bellezza, mentre ‘Step Lively‘ vira sul blues con i tamburi di Previte. La ‘title track‘ melodica e soft è preceduta da ‘ Clearing‘ che, con l’organo di Saft, ricorda tantissimo i  The Band; ‘I See no leader‘ è pieno swing, ‘Blue Shuffle’ ritorna al blues ma con l’organo, mentre ‘All Things to all people‘ riprende un po’ il rock anni ’70.

The New Standard‘ è un bel disco, uno di quelli che dovrebbe uscire verso l’autunno per tenerci al riparo dal primo freddo, invece eccolo qui in pieno maggio con una chiusa malinconica come ‘Surrender the chaise‘ a sottolineare il tutto.

Tracklist:

01. Clarissa
02. Minor Soul
03. Step Lively
04. Clearing
05. Trek
06. The New Standard
07. I See no Leader
08. Blue Shuffel
09. All things to all People
10. Surrender the Chaise

Facebook: www.facebook.com/thenewstandardalbum
Casa Discografica: www.rarenoiserecords.com

(Hank)

 

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