Recensione Giovanni Succi – Lampi per Macachi

30/12/2014 § Lascia un commento

Recensione Giovanni Succi – Lampi per Macachi (Wallace Records, 2014)

Recensione Giovanni Succi – Lampi per MacachiLampi per Macachi‘ si può spiegare in pochissime parole o in un paio di versi che troverete entrambi sulle pagine di Giovanni Succi (Facebook e WordPress) ma non vorrei già concludere nell’introduzione la recensione di questo delicato omaggio a Paolo Conte, uscito per Wallace Records.

Non è la cosa più semplice fare delle cover del maestro, probabilmente il modo corretto per eseguirle è stravolgere in qualche modo l’originale e Giovanni Succi ci è riuscito eccome. Non trovo nulla di strano nell’ascoltare la voce di Succi con le parole di Conte e il pezzo che mi ha colpito di più è ‘Bartali‘: tutta la carne e la sostanza (allegra) è stata tolta e rimane l’osso, lucente e splendido.

Un gelato al limon‘ è tenuta a freno e più che rosso passione è nero ‘noir’, mentre ‘Uomo Camion‘ é semplice come può esserlo un songwriter con la sua chitarra, elettrificata quanto si deve. ‘La Fisarmonica di Stradella‘ è nebbia elettrificata sulla pianura padana, ‘ Come mi vuoi‘ è dolce e sensuale come la voce di Francesca Amati dei Comaneci che per la prima volta canta in italiano. ‘L’incantatrice‘ è un blues rotto tra rumorismi vari ma che funziona benissimo e ‘Questa sporca vita‘ non poteva non concludere l’album, con quel modo di cantare così sbracato e quella chitarra così grezza. Dico chiudere perché poi ‘Via con me‘ è più una ghost track modificata e assai ridotta (quasi un minuto).

Questo è amore e nell’amore bisogna cercare di convivere e avere la forza di cambiare, diciamo di evolversi nel modo più utile possibile per non bruciare l’altro, per non deluderlo e farlo diventare qualcosa di distante e di sconosciuto ai propri occhi. Nelle nostre orecchie rimane Succi che si dichiara a Conte, tramandandoci Conte plasmato con le sue mani e la propria musica.

Tracklist:

01. Gelato al limon
02. Uomo Camion
03. La Fisarmonica di Stradella
04. Come mi vuoi
05. Diavolo Rosso
06. L’Incantatrice
07. Bartali
08. Questa Sporca Vita
09. Via con me
Casa Discografica: www.wallacerecords.com
Facebook: www.facebook.com/giovannisucci
Sito Internet: www.giovannisucci.it


(Hank)

Recensione Interstatic – Arise

08/10/2014 § Lascia un commento

Interstatic – Arise (Rarenoise Records, 2014)

Insterstatic - AriseRoy Powell ha studiato pianoforte e composizione d’avanguardia al Royal Northern College of Music di Manchester, in Inghilterra. Questa volta non si accompagna a Lorenzo Feliciati, Pat Mastellotto e Bill Laswell (tutti compagni di altri progetti pubblicati sempre su Rarenoise Records) ma ha dalla sua una valida coppia: Jacob Young alla chitarra elettrica e Jarle Vespestad alla batteria – una batteria di livello presente in diverse produzioni ECM.

Gli Interstatic, dunque, continuano con ‘Arise‘ (mi spiace, nessun omaggio all’album del 1991 dei Sepultura) sulla stessa scia del primo omonimo album del 2012 provando a dare nuova linfa al trittico organo, chitarra e batteria: un buon mix di blues, jazz, funk e prog. Ci saranno riusciti? Passiamo, quindi, direttamente alle canzoni presenti in questo ‘Arise‘.

Doozy Mugwump Blues‘ è semplicemente uno dei brani più riusciti, dove la chitarra oltre a dominare si fonde splendidamente con gli altri due strumenti. ‘Alpha Dog‘ non è da meno, forse più rock che jazz e con qualche richiamo swing. ‘Iwato‘ mi ricorda purtroppo Santana ma non mi lascia del tutto con l’amaro in bocca, cosa che succede con la troppa sicurezza tecnica sbandierata in ‘Alexa‘.

Frank’ll Fix It‘ è invece un omaggio al loro idolo, un’artista fondamentale per il trio, fonte d’ispirazione sicura, ovvero Frank Zappa; ‘Wonderfall‘ inizia rock ma poi si muove nella tua testa come un maledetto flipper prog – blues.

Un album ben riuscito, con i classici alti e bassi e quindi con qualcosa da migliorare dando forse più libero sfogo all’ispirazione che alla tecnica. Posso però dire che se continueranno a muoversi su questi livelli gli auguro di continuare a fare dischi.

Tracklist:

01. Doozy Mugwump Blues
02. Caerbannog
03. Alpha Dog
04. Iwato
05. Frank’ll Fix It
06. In the Beginning
07. Alexa
08. Wonderfall
09. Doozy (reprise)

Roy Powell: www.roypowell.net
Sito Internet: www.interstatic.info
Fan Page Band: www.facebook.com/interstatic
Rarenoise Records: www.rarenoiserecords.com

(Hank)

Recensione Jamie Saft , Bobby Previte, Steve Swallow – The New Standard

03/06/2014 § Lascia un commento


Recensione Jamie Saft , Bobby Previte, Steve Swallow – The New Standard (Rarenoise Records, 2014)

Jamie Saft Bobby Previte Steve Swallow The New StandardPrima di sentire Jamie Saft in svariati progetti qui su Rarenoise Records (Plymouth, Metallic Taste of Blood, Slobber Pup), me lo ricordo assai bene in “Trouble – The Jamie Saft Trio Plays Bob Dylan” pubblicato dalla Tzadik. Anche in quel disco Saft si divideva tra piano e organo ma questa volta non si tratta di un tributo jazz.

The New Standard‘ può essere l’inizio di standard jazz nuovi di zecca, non più virati verso la sperimentazione, ma intesi nel modo più classico possibile. Al suo fianco troviamo due mostri sacri come Bobby Previte (batteria) e Steve Swallow (basso elettrico) che non hanno bisogno di presentazioni e che riescono splendidamente a sfornare una ritmica davvero notevole.

Veniamo quindi alle dieci tracce contenute in questo nuovo progetto: ‘Clarissa‘ è semplicemente jazz con un ritmo davvero deciso, ‘Minor Soul‘ con tutto il suo bel solo di Swallow va avanti che è una bellezza, mentre ‘Step Lively‘ vira sul blues con i tamburi di Previte. La ‘title track‘ melodica e soft è preceduta da ‘ Clearing‘ che, con l’organo di Saft, ricorda tantissimo i  The Band; ‘I See no leader‘ è pieno swing, ‘Blue Shuffle’ ritorna al blues ma con l’organo, mentre ‘All Things to all people‘ riprende un po’ il rock anni ’70.

The New Standard‘ è un bel disco, uno di quelli che dovrebbe uscire verso l’autunno per tenerci al riparo dal primo freddo, invece eccolo qui in pieno maggio con una chiusa malinconica come ‘Surrender the chaise‘ a sottolineare il tutto.

Tracklist:

01. Clarissa
02. Minor Soul
03. Step Lively
04. Clearing
05. Trek
06. The New Standard
07. I See no Leader
08. Blue Shuffel
09. All things to all People
10. Surrender the Chaise

Facebook: www.facebook.com/thenewstandardalbum
Casa Discografica: www.rarenoiserecords.com

(Hank)

 

Recensione Sprained Cookies – Driefted on an Oaken Mirror

03/06/2014 § Lascia un commento


Recensione Sprained Cookies – Driefted on an Oaken Mirror (29 Records, 2014)

Sprained Cookies Driefted on an Oaken MirrorDriefted on an Oaken Mirror‘ è il debutto sulla lunga distanza degli Sprained Cookies. Chi sono? Presto detto: Cecilia Frusciante alla voce e Corrado Maria De Santis alla chitarra. Il duo (anche se dal 2012 si vvalgono di Lorenzo Mancini e Simone Sifoni, rispettivamente al basse e alla batteria) ci porta verso la psichedelia, il blues e i mitici anni ’60.

Sul cd non si hanno altre notizie: il librettino è old style, ovvero due paginette con informazioni che si possono reperire anche sul comunicato stampa. Scoprire poi che, oltre alla pagina facebook , il gruppo  (così come la casa discografica) abbia un MySpace mi fa tornare un po’ indietro nel tempo.

Scuotendo la testa torno al disco. Sì, perché è la musica che ci interessa, sbaglio? Mi piace iniziare dalla fine, per cui citerò le due bonus track: si tratta di due cover dei The Brianjonestown Massacre (‘Crushed‘ e ‘Anemone‘) che non sono state pensate per stravolgere l’originale.

Il resto di ‘Driefted on an Oaken Mirror‘ è abbastanza omogeneo, è un suono continuo e senza troppi stacchi, ma per fortuna non frena più di tanto l’ascolto; più che altro è l’assenza di una canzone traino (‘Despicable‘ è quella che fa la voce grossa, ma non troppo) che penalizza l’album, e forse la loro personalità che è tenuta nascosta non aiuta il duo. Nemmeno il grandissimo David Bowie, qui in ‘Chasm’ sottoforma di citazione, può sollevare un album abbastanza piatto.

Ridurre la sostanza, mettendo meno carne al fuoco quindi, per un buon disco non è cosa semplice, vedremo se gli Sprained Cookies riusciranno a fare di meglio. A presto.

Tracklist:
01. Mental Room
02. Music Sick
03. The Best Weapon
04. The Best Weapon (Reprise)
05. Phycity
06. Orchids Pyre
07. Chasm
08. Two Strings
09. Despicable
10. Lonely are the Brave
11. Lisergic
12. Until Your Hands
13. U053 (That’s me Dazzlin’)

Bonus Tracks:
14. Crushed
15. Anemone

Sito Internet: www.sprainedcookies.com
Facebook: www.facebook.com/sprainedcookies
Casa Discografica: www.29rec.com

(Hank)

Dove sono?

Stai esplorando le voci con il tag blues su Velvetgoldzine.