The Best Albums of 2015

05/01/2016 § Lascia un commento

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Per quest’anno non voglio dividere gli album italiani da quelli stranieri, li metterò tutti assieme nella mia classica lista di suggerimenti sugli album migliori dell’anno passato. Non voglio nemmeno stilare una classifica o pensare al numero perfetto di dischi da dover inserire nel ‘Best of 2015’; infatti il numero è casuale, scoperto solo nel momento di pubblicare questo stesso post.

Buon ascolto se qualcosa vi è mancato.

The Best Albums of 2015:

Rafael Anton Irisarri – A Fragile Geography (ROOM40)
Lau Nau – Hem. Någonstans (FONAL)
Iosonouncane – “DIE” (Trovarobato)
Dumbo Gets Mad – “Thank You Neil” (Ghost Records / Bad Panda Records)
Bachi da Pietra – “Necroide” (La Tempesta Dischi)
Paolo Spaccamonti – “Rumors” (Santeria / Escape From Today)
Nils Frahm – Solo (Erased Tapes)
Jenny Hval – Apocalypse, girl (Sacred Bones)
Kendrick Lamar – To Pimp A Butterfly (Interscope)
Courtney Barnett – Sometimes I Sit And Think, And Sometimes I Just Sit (Marathon Artists)
Algiers – Algiers (Matador)
Kamasi Washington – The Epic (Brainfeeder)
Floating Points – Elaenia (Luaka Bop / Rough Trade)
Julia Holter – Have you in my wilderness (Domino)
Oneohtrix Point Never – Garden Of Delete (Warp Records)
Arca – Mutant (Mute)
The Necks – Vertigo (ReR / Northern Spy)
Holly Herndon – Platform (4AD)
Matana Roberts – Coin Coin Chapter Three: river run thee (Constellation)
Wilco – Stars (Anti)
Bienoise – Meanwhile, Tomorrow (White Forest Records)
Squadra Omega – Altri occhi ci guardano (Macina dischi/Sound of Cobra)
Heroin In Tahiti – Sun And Violence (Boring Machines)
Jerusalem In My Heart – If He Dies, If If If If If If (Constellation)
M.E.S.H. – Piteous Gate (PAN)
Jim O’Rourke – Simple Songs (Drag City)
Teho Teardo – Le retour à la raison (Specula)
Ryley Walker – Primrose Green (Dead Oceans)
Father Murphy – Croce (The Flenser)
Lino Capra Vaccina – Arcaico Armonico (Dark Companion)
Flavio Giurato – La Scomparsa di Majorana (Entry)
Sufjan Stevens – Carrie & Lowell (Asthmatic Kitty)
Joanna Newsom – Divers (Drag City)
Exploding Star Orchestra – Galactic Parables, Vol. 1 (Cuneiform)

 

Recensione dEUS – Selected Songs 1994 – 2014

06/02/2015 § Lascia un commento

Recensione dEUS – Selected Songs 1994 – 2014 (Pias, 2014)

deus-Selected-SongsEra il 1994 e i dEUS arrivarono con l’album ‘Worst Case Scenario‘, il loro debutto, ovvero il disco che li catapultò subito al successo internazionale. L’unione di sonorità passate e quelle dell’allora presente fecero il botto. Ricordo ancora ‘Suds & Soda’ che apriva le danze lasciandoti affascinato e ipnotizzato, sia per l’utilizzo del violino che per la sua potenza.

Alla fine del 2014, come è giusto che sia dopo 20 anni, esce questo ‘Selected Songs 1994 – 2014‘ che vuole racchiudere tutto il range espressivo di questa band belga in trenta canzoni: dalle prove più sperimentali, art-wave e jazzy, a quelle più easy e vicine alla forma canzone fatta e finita. L’ordine cronologico è cancellato e si salta senza problemi dal 1999 di ‘Instant Street‘ (nell’album ‘The Ideal Crash‘) al 2008 di ‘The Architect‘ (nell’album ‘Vantage Point‘) e bisogna attendere la metà della prima parte della compilation per ascoltare un po’ di ‘Worst Case Scenario‘ (‘Via‘).

La scelta delle canzoni si può discutere quanto si vuole, però il risultato lascia il secondo disco un po’ più fiacco rispetto al primo e personalmente avrei eliminato qualche canzone dagli ultimi tre dischi per inserirne qualcuna dall’episodio ‘My Sister Is My Clock‘ del 1995 qui stranamente assente. Purtroppo non ci sono inediti ma potete trovare, sempre nel primo disco, una registrazione live datata 2012 di una davvero ottima ‘Sun Ra‘.

Tutto sommato Tom Barman e Klaas Janzoons possono stare tranquilli perché questa è una buona raccolta che potrà incuriosire chi ancora non li ha mai ascoltati o riuscire a risvegliare molti ricordi a chi, come il sottoscritto, negli anni ’90 era un teenager.

Sito Internet: www.deus.be
Facebook: www.facebook.com/dEUSmusic
Casa Discografica: www.pias.com


(Hank scritto per www.ondalternativa.it)

Best of 2014: I Migliori Album Stranieri del 2014!

05/01/2015 § Lascia un commento

best of 2014 album
Eccoci qui con la non classifica, visto che sono in ordine sparso, dei migliori album del 2014.

Voglio ancora una volta indicarvi una semplice lista da consultare, una lista per tutti i curiosi che spulciano tutte le classifiche di fine anno ma, come sempre, io la pubblico ad anno oramai concluso.

I Migliori Dischi Stranieri del 2014!

Romulo Fróes – Barulho Feio (YBmusic)

Fire! Orchestra – Enter (Rune Grammofon)

Arca – Xen (Mute)

Run the Jewels – Run the Jewels II (Mass Appeal)

Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra – Fuck Off Get Free We Pour Light On Everything (Constellation)

A Winged Victory For The Sullen – Atomos (Erased Tapes Records / Kranky)

Lawrence English – Wilderness Of Mirrors (Room40)

Sleaford Mods – Divide and Exit (Harbinger Sound)

Swans – To Be Kind (Mute)

Clipping – CLPPNG (Sub Pop)

Linda Perhacs – The Soul Of All Natural Things (Asthmatic Kitty)

Wovenhand – Refractory Obdurate (Glitterhouse)

Goat – Commune (Rocket)

Andy Stott – Faith in Strangers (Modern Love)

Neneh Cherry – Blank Project (Smalltown Supersound)

Caribou – Our Love (City Slang)

Real Estate – Atlas (Domino)

Sun Kil Moon – Benji (Caldo Verde Records)

Gazelle Twin – UNFLESH (Anti Ghost Moon Ray)

Scott Walker & Sunn O))) – Soused (4AD)

(Hank)

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