Best of 2014: I Migliori Album Stranieri del 2014!

05/01/2015 § Lascia un commento

best of 2014 album
Eccoci qui con la non classifica, visto che sono in ordine sparso, dei migliori album del 2014.

Voglio ancora una volta indicarvi una semplice lista da consultare, una lista per tutti i curiosi che spulciano tutte le classifiche di fine anno ma, come sempre, io la pubblico ad anno oramai concluso.

I Migliori Dischi Stranieri del 2014!

Romulo Fróes – Barulho Feio (YBmusic)

Fire! Orchestra – Enter (Rune Grammofon)

Arca – Xen (Mute)

Run the Jewels – Run the Jewels II (Mass Appeal)

Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra – Fuck Off Get Free We Pour Light On Everything (Constellation)

A Winged Victory For The Sullen – Atomos (Erased Tapes Records / Kranky)

Lawrence English – Wilderness Of Mirrors (Room40)

Sleaford Mods – Divide and Exit (Harbinger Sound)

Swans – To Be Kind (Mute)

Clipping – CLPPNG (Sub Pop)

Linda Perhacs – The Soul Of All Natural Things (Asthmatic Kitty)

Wovenhand – Refractory Obdurate (Glitterhouse)

Goat – Commune (Rocket)

Andy Stott – Faith in Strangers (Modern Love)

Neneh Cherry – Blank Project (Smalltown Supersound)

Caribou – Our Love (City Slang)

Real Estate – Atlas (Domino)

Sun Kil Moon – Benji (Caldo Verde Records)

Gazelle Twin – UNFLESH (Anti Ghost Moon Ray)

Scott Walker & Sunn O))) – Soused (4AD)

(Hank)

Best of 2014: I Migliori Album Italiani del 2014!

05/01/2015 § Lascia un commento

collage
Eccoci qui con la non classifica, visto che sono in ordine sparso, dei migliori album del 2014.

Voglio ancora una volta indicarvi una semplice lista da consultare, una lista per tutti i curiosi che spulciano tutte le classifiche di fine anno ma, come sempre, io la pubblico ad anno oramai concluso.

 

I Migliori Album Italiani del 2014:

Junkfood – The Cold Summer of the Dead (Trovarobato Parade / Blinde Proteus Records)

Populous – Night Safari (Bad Panda)

C’Mon Tigre – C’Mon Tigre (Autoprodotto)

Heroin in Tahiti – Canicola (NO=FI Recordings)

Battiato/Pinaxa – Joe’s Patti Experimental Group (Universal)

Teho Teardo – Ballyturk (Specula Records)

Edda – Stavolta Come Mi Ammazzerai? (Niegazowana Records)

Be Forest – Heartbeat (WWNBB)

Clap! Clap! – Tayi Bebba (Black Acre)

Godblesscomputers – Veleno (Sfera Cubica)

Gusto Forte – Quinto Quarto (Plastica Marella)

Airportman – David (Lizard)

Paolo Conte – Snob (Universal)

Maurizio Abate – A Way to Nowhere (Boring Machines)

Bologna Violenta – Uno Bianca (Wallace Records)

(Hank)

Recensione Egle Sommacal – Il Cielo si sta Oscurando

29/12/2014 § Lascia un commento

Recensione Egle Sommacal – Il Cielo si sta Oscurando (Unhip Records, 2014)

Egle Sommacal Il Cielo si sta OscurandoIl Cielo si sta Oscurando‘ è il terzo disco di Egle Sommacal, conosciuto ai più in quanto chitarrista dei Massimo Volume, dove ritorna ad utilizzare solamente la chitarra acustica ed è registrato in presa diretta.

E’ molto facile giocare con la parola oscurità per descrivervi queste nove canzoni, tanto quanto poter citare John Fahey e James Blackshaw perché di fingerpicking e di ispirazioni si potrebbe parlare dall’iniziale title track, per esempio. ‘Il Cielo si sta Oscurando‘ è minimalismo, non banale, che riesce a proiettare le immagini richiamate dai titoli delle canzoni stesse; tralasciando forse ‘Premiére Gymnopedie‘ che è un omaggio a Erik Satie, una versione trascritta per chitarra acustica appunto.

Gravità‘ e ‘ L’ultimo Grande Collezionista‘ sono i brani migliori, mi sono più volte soffermato sulla tensione palpabile della prima e sulla calma nostalgia della seconda anche dopo diversi ascolti dell’album. ‘Ryoi-Un Maru‘ si ispira a la storia dell’omonimo peschereccio, staccatosi dalle coste giapponesi dopo il maremoto del 2011 e riapparso in Canada dopo diverso tempo, è decisamente una chiusa strana e bizzarra anche per delle normali risate inserite lungo il brano.

Il Cielo si sta Oscurando‘ è un buon terzo disco che torna alle origini di Egle Sommacal, come solista, con la giusta maturità e crescita necessaria.

Tracklist:

01. Il Cielo Si Sta Oscurando
02. Hello Guys
03. Nuvole Sopra La Bolognina
04. Nessun Posto Sicuro
05. Gravità
06. L’Ultimo Grande Collezionista
07. Hello Guys (Reprise)
08. Premiére Gymnopedie
09. Ryoi-Un Maru

Facebook Page: www.facebook.com/pages/Egle-Sommacal

Casa Discografica: www.unhiprecords.com

(Hank scritto per www.ondalternativa.it)

Recensione Indigo Mist – That the Days Go By and Never Come Again

08/10/2014 § Lascia un commento

Recensione Indigo Mist – That the Days Go By and Never Come Again (RareNoise Records, 2014)

imCuong Vu è un trombettista e compositore vietnamita che ha lavorato assieme a Bill Frisell, Pat Metheny e Laurie Anderson; Richard Karpen è un pianista e compositore di stampo classico ma che si sporca le mani ben volentieri anche come sperimentatore sonoro. Il loro incontro alla School of Music di Washington è tanto inusuale quanto perfetto, un incontro speciale che li ha portati in fretta in studio di registrazione per delle improvvisazioni.

Ovviamente in studio con Cuong Vu c’erano Luke Berman al basso e Ted Poor alla batteria, ed è così che nacque ‘Indigo Mist‘. ‘That the Days Go By and Never Come Again‘ sancisce l’incontro delle loro due culture musicali con certa elettronica e manipolazione sonora; ovviamente il disco è un chiaro omaggio, viste le riletture, a Duke Ellington (‘Moon Indigo‘, In A Sentimental Mood‘) e Billy Strayhorn (‘Lush Life’, ‘A Flowers is A Lovesome Thing’).

Non dimentichiamoci che anche Charles Mingus è presente grazie alla loro composizione ‘Charles‘ che assieme a ‘Duke‘ (sempre per Ellington) ci mostra come gli strumenti dei due artisti possono dialogare magnificamente. L’iniziale uno-due è il vero grosso colpo al cuore e allo stomaco: ‘L’heure Bleue‘ così folle e così precisa e la seguente allucinata piece di ‘Indigo Mist‘.

Non è un disco semplice, bisogna ascoltarlo e ascoltarlo ancora diverse volte ma questo corpo classico con un’anima jazz vagamente elettronica è un human being free contemporaneo davvero notevole.

Bravissimi.

Tracklist:

01. L’Heure Bleue
02. Indigo Mist
03. A Flower Is A Lovesome Thing
04. Billy
05. Duke
06. In A Sentimental Mood
07. Charles
09. The Electric Mist
10. Mood Indigo

 

Cuong Vu Facebook: www.facebook.com/pages/Cuong-Vu
RareNoise Records: www.rarenoiserecords.com

(Hank)

Consigliato: Siavash Amini – What Wind Whispered to the Trees

06/10/2014 § Lascia un commento

Released 06 – 10 – 2014

Siavash Amini – What Wind Whispered to the Trees

All music by Siavash Amini

Violins by Nima Aghiani

Recorded by Pouya Pour-Amin

Mastered by Lawrence English @158

Cover photography by Alex Kozobolis

Recensione Capitan Love – Earth Wind And Fire (Autoproduzione, 2014)

06/10/2014 § Lascia un commento

Capitan Love – Earth Wind And Fire (Autoproduzione, 2014)

Capitan Love - Earth Wind And Fire

Capitan Love, alias Raniero Spinelli, torna dopo tre anni dal debutto “The Wasted Years of Capitan Love” con un Ep che, anche se porta come titolo Earth Wind And Fire, non c’entra nulla con il gruppo statunitense di Maurice White.

Sono i quattro elementi (acqua, terra, aria e fuoco) il fulcro del disco, quattro significati che portano l’ascoltatore a guardarsi dentro e a capire dove stà la verità e dove, invece, si è ben insediata la bugia. Un percorso semi serio a braccetto con il pop psichedelico degli amati Beatles di Raniero Spinelli ma non solo.

Il contrasto tra gli elementi si nota anche nelle melodie e nei testi di Capitan Love ma anche nella sua voce, quasi come se fosse un altro strumento di questo Ep. Ovviamente a tirare le file di tutto quanto è il Capitano che si avvale di pochi ma buoni collaboratori: Antonio Merici suona il violoncello in “Earth Party”, Barbara Minen presta la voce in “Earth Party” e “Singin’ in the Wind” mentre Fabian Riz suona l’armonica a bocca in “Today Never Knows”.

Danzeremo sulla terra cantando in falsetto con “Earth Party”, ci si trova e ritrova nel vento nella corale “Singin’ In the Wind”, troviamo calore con un sound assai americano in “Today Never Knws” e ci ritiriamo nei desideri quasi Yorke-iani con “I Wish upon a Star”. Quattro canzoni, poche di sicuro, ma che presentano bene Capitan Love.

A quando l’album nuovo?

Sito Internet: www.capitanlove.com
Facebook: https://www.facebook.com/pages/Capitan-Love
SoundCloud: https://soundcloud.com/ranierospinelli/sets/earth-wind-and-fire

Recensione Jamie Saft , Bobby Previte, Steve Swallow – The New Standard

03/06/2014 § Lascia un commento


Recensione Jamie Saft , Bobby Previte, Steve Swallow – The New Standard (Rarenoise Records, 2014)

Jamie Saft Bobby Previte Steve Swallow The New StandardPrima di sentire Jamie Saft in svariati progetti qui su Rarenoise Records (Plymouth, Metallic Taste of Blood, Slobber Pup), me lo ricordo assai bene in “Trouble – The Jamie Saft Trio Plays Bob Dylan” pubblicato dalla Tzadik. Anche in quel disco Saft si divideva tra piano e organo ma questa volta non si tratta di un tributo jazz.

The New Standard‘ può essere l’inizio di standard jazz nuovi di zecca, non più virati verso la sperimentazione, ma intesi nel modo più classico possibile. Al suo fianco troviamo due mostri sacri come Bobby Previte (batteria) e Steve Swallow (basso elettrico) che non hanno bisogno di presentazioni e che riescono splendidamente a sfornare una ritmica davvero notevole.

Veniamo quindi alle dieci tracce contenute in questo nuovo progetto: ‘Clarissa‘ è semplicemente jazz con un ritmo davvero deciso, ‘Minor Soul‘ con tutto il suo bel solo di Swallow va avanti che è una bellezza, mentre ‘Step Lively‘ vira sul blues con i tamburi di Previte. La ‘title track‘ melodica e soft è preceduta da ‘ Clearing‘ che, con l’organo di Saft, ricorda tantissimo i  The Band; ‘I See no leader‘ è pieno swing, ‘Blue Shuffle’ ritorna al blues ma con l’organo, mentre ‘All Things to all people‘ riprende un po’ il rock anni ’70.

The New Standard‘ è un bel disco, uno di quelli che dovrebbe uscire verso l’autunno per tenerci al riparo dal primo freddo, invece eccolo qui in pieno maggio con una chiusa malinconica come ‘Surrender the chaise‘ a sottolineare il tutto.

Tracklist:

01. Clarissa
02. Minor Soul
03. Step Lively
04. Clearing
05. Trek
06. The New Standard
07. I See no Leader
08. Blue Shuffel
09. All things to all People
10. Surrender the Chaise

Facebook: www.facebook.com/thenewstandardalbum
Casa Discografica: www.rarenoiserecords.com

(Hank)

 

Recensione Sprained Cookies – Driefted on an Oaken Mirror

03/06/2014 § Lascia un commento


Recensione Sprained Cookies – Driefted on an Oaken Mirror (29 Records, 2014)

Sprained Cookies Driefted on an Oaken MirrorDriefted on an Oaken Mirror‘ è il debutto sulla lunga distanza degli Sprained Cookies. Chi sono? Presto detto: Cecilia Frusciante alla voce e Corrado Maria De Santis alla chitarra. Il duo (anche se dal 2012 si vvalgono di Lorenzo Mancini e Simone Sifoni, rispettivamente al basse e alla batteria) ci porta verso la psichedelia, il blues e i mitici anni ’60.

Sul cd non si hanno altre notizie: il librettino è old style, ovvero due paginette con informazioni che si possono reperire anche sul comunicato stampa. Scoprire poi che, oltre alla pagina facebook , il gruppo  (così come la casa discografica) abbia un MySpace mi fa tornare un po’ indietro nel tempo.

Scuotendo la testa torno al disco. Sì, perché è la musica che ci interessa, sbaglio? Mi piace iniziare dalla fine, per cui citerò le due bonus track: si tratta di due cover dei The Brianjonestown Massacre (‘Crushed‘ e ‘Anemone‘) che non sono state pensate per stravolgere l’originale.

Il resto di ‘Driefted on an Oaken Mirror‘ è abbastanza omogeneo, è un suono continuo e senza troppi stacchi, ma per fortuna non frena più di tanto l’ascolto; più che altro è l’assenza di una canzone traino (‘Despicable‘ è quella che fa la voce grossa, ma non troppo) che penalizza l’album, e forse la loro personalità che è tenuta nascosta non aiuta il duo. Nemmeno il grandissimo David Bowie, qui in ‘Chasm’ sottoforma di citazione, può sollevare un album abbastanza piatto.

Ridurre la sostanza, mettendo meno carne al fuoco quindi, per un buon disco non è cosa semplice, vedremo se gli Sprained Cookies riusciranno a fare di meglio. A presto.

Tracklist:
01. Mental Room
02. Music Sick
03. The Best Weapon
04. The Best Weapon (Reprise)
05. Phycity
06. Orchids Pyre
07. Chasm
08. Two Strings
09. Despicable
10. Lonely are the Brave
11. Lisergic
12. Until Your Hands
13. U053 (That’s me Dazzlin’)

Bonus Tracks:
14. Crushed
15. Anemone

Sito Internet: www.sprainedcookies.com
Facebook: www.facebook.com/sprainedcookies
Casa Discografica: www.29rec.com

(Hank)

Pending Lips Festival 2014: 5 Giugno Cloud Nothings Live @ Carroponte

31/05/2014 § Lascia un commento


PENDING LIPS FESTIVAL 2014

Pending lips festivalGiovedì 05 Giugno 2014
ore 21.00 – Carroponte – Via Granelli (Sesto S.G.)

INGRESSO GRATUITO

Dopo il successo delle serate del concorso destinato alle band emergenti al Maglio, il Pending Lips Festival indossa l’abito da sera per fare la sua seconda comparsa nella prestigiosa cornice del Carroponte, e lo fa portando una delle band più in vista del panorama internazionale: i Cloud Nothings.

CLOUD NOTHINGS (USA)
(Wichita/Cooperative)

La band indie rock di Cleveland arriva in Italia per tre date a giugno per presentare il nuovo attesissimo album Here And Nowhere Else, una delle quali sarà il Pending Lips Festival.
Dicono di loro…
"We’ve heard the album, btw, and it’s even better than 2012’s brilliant Attack on Memory, FACT*". The Guardian
Reduce dal trionfo dell’album del 2012 Attack On Memory, la band indie rock di Cleveland, guidata dal cantante Dylan Baldi, arriva in Italia a giugno per presentare il nuovo attesissimo album Here And Nowhere Else,in uscita il 1 aprile per Wichita/Cooperative ed anticipato dai singoli I’m Not A Part Of Me e dal nuovissimo (diffuso ieri) Psychic Trauma già acclamato dal The Guardian.
Here and nowhere else, il quarto album della band formata da Baldi (voce e chitarra), Jayson Gerycz (batteria) e TJ Duke’s (basso), è composto da otto tracce, nate durante il lungo tour di Attack on memory (2012). 18 mesi in giro per il mondo in cui Baldi ha approfittato di ogni momento libero per scrivere i nuovi pezzi.
L’album è stato poi registrato negli studi Water Music a Hoboken, New Jersey, con il noto produttore John Congleton (già al lavoro Swans, Modest Mouse,David Byrne e mille altri gruppi) e poi mixato a Dallas. Il Risultato è un lavoro più omogeneo, rifinito, melodico ma graffiante e tesissimo in ogni dettaglio. Otto tracce di nervoso guitar rock, cosa sempre più rara, che catturano pian piano svelando inediti elementi ad ogni nuovo ascolto.

DONNIE LYBRA (ITA)
(Costello’s)
I Donnie Lybra sono una delle band del roster Costello’s che sta destando più interesse tra gli addetti ai lavori. Il loro sound è lo specchio delle tante influenze dei componenti, dalla new wave al post-rock, passando per l’emo anni ’90.

RUMOR (ITA)
(Costello’s)
I Rumor sono la band vittoriosa del concorso Pending Lips di quest’anno. Giovanissimo power trio con più di cento date e già un tour in Irlanda alle spalle, portano il loro indie-rock dalla forte indole FM sul palco del Carroponte.

Link evento ufficiale: https://www.facebook.com/events/254241594762007

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