Have a good week #1

05/10/2015 § Lascia un commento

Ovvero il consiglio della settimana.

In Gowan Ring – The Serpent And The Dove (2015)

Come si può leggere dal sito: ‘The Serpent and the Dove’ will be released on the Autumn Equinox (September 23) through Les Disques du 7ème Ciel and we have an attendant batch of concerts to coalesce our attentions. We assemble musicians and drivers to make ready for some dozens of concerts over 6 weeks’ time. We work to present the music of ‘The Serpent and the Dove’ in the best possible spaces and have come up with some very nice situations… (and more coming soon!)

Quindi un disco perfetto per questa stagione. Bobin Jon Michael Eirth, meglio conosciuto come B’ee o B’eirth, torna dopo più di dieci anni con il suo Symbolist Folk.

In Gowan Ring – Hazel Steps

Sito Internet
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Buon ascolto

Have a good week!

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Recensione Sherwood & Pinch – Late Night Endless

13/03/2015 § Lascia un commento

Recensione Sherwood & Pinch – Late Night Endless (Tectonic/On-U Sound, 2015)

Sherwood_&_PinchLa collaborazione, durata in studio circa due anni, tra Sherwood e Pinch ha dato origine a ‘Late Night Endless‘, pubblicato dalla On-U Sound e dalla Tectonic Recordings; i due producer si fanno riconoscere anche in coppia, e si distinguono benissimo le due diverse anime lungo tutte le dieci tracce del disco.

Pinch si trova sempre a suo agio quando inserisce qualche spezzone horror, così come i campionamenti e gli inserimenti vocali reggae-dub abbracciano calorosamente Sherwood. E’ certo poi che i due non sembrano aver risentito delle pressioni legate alle aspettative, perché a mio avviso hanno prodotto un disco divertendosi tra di loro, mettendoci tutto il tempo necessario.

Shadowrun‘ è totalmente Tectonic e decisamente misteriosa in quanto opener, i bordoni di ‘Gimme Some More (Tight Like That)‘ si legano perfettamente con i sampler di Sherwood mentre ‘Wild Birds‘ riprende un sempre verde trip hop buttandolo sul riflessivo andante, forse troppo. ‘Precinct Of Sound‘ è invece una versione di ‘Swish‘ (Pitch) dubbata da Adrian Sherwood con l’aggiunta delle paole del poeta/musicista Andy Fairley, il risultato è ottimo. Probabilmente la seconda parte del disco è quella più carente, però non toglie nulla all’album in se.

Cosa ci si aspettava dal duo? Tantissimo direi e non hanno deluso, tra una giocata facile e l’altra c’è davvero tanto in ‘Late Night Endless‘ da entrambe le parti.

Tracklist

01. Shadowrun
02. Music Killer Dub Vocals
03. Gimme Some More (Tight Like That)
04. Bucketman Vocals – Daddy Freddy
05. Wild Birds Sing
06. Stand Strong
07. Precinct Of Sound
08. Different Eyes
09. Africa 138
10. Run Them Away

Facebook: www.facebook.com/pages/Sherwood-Pinch
Adrian Sherwood: www.adriansherwood.com
Pinch: www.facebook.com/PinchTectonic
Tectonic: www.tectonicrecordings.com
On-U Sound: www.on-usound.com

(Hank)

Recensione Disappears – Irreal

13/03/2015 § Lascia un commento

Recensione Disappears – Irreal (Kranky, 2015)

disappears_irrealBrian Case (voce e chitarra) porta avanti il discorso iniziato con l’EP Kone del 2013 e sostenuto dall’album precedente ‘Era‘ (sempre del 2013 e sempre su Kranky) con la stessa identica band: Jonathan Van Herik (chitarra), Noah Lager (batteria) e Damen Carruesco (basso). Un po’ come a sottolineare che la squadra che vince non si cambia.

Il kraut rock è sempre presente, a modo suo, all’interno di un persorso di scomposizione della forma canzone in un mondo new wave ricco di sperimentazione. ‘Irreal‘ è il quinto album della band e mi piace pensare che il gruppo non voglia starsene immobile sulla loro idea iniziale ma che desidera andare oltre alla realtà del momento. Non c’è nulla di così sperimentale da definirsi nuovo ma c’è tanto da poter essere risultare più che interessante.

Interpretation‘ è uno schema netto e preciso di Noah Lager, un richiamo ipnotico dei Can, su cui si spalmano le due frasi ripetute in modo monotono da Brian Case: “I want to remember” e “Anything can happen”. ‘I_O‘ è desolazione in controtempo, ‘Another Thought‘ parla di memoria sfruttando Neu! e P.I.L. mentre con la title track non c’è più futuro e la visione che il suono può scaturire è apocalittica.

Troviamo un cuore dub-funk oscuro in ‘Halcyon Days‘ che ci spinge nei bordoni di ‘Mist Rites‘ per finire poi tra il noise post punk di ‘Navigating The Void‘, che coincide con la conclusione dell’album. I Disappears sanno esattamente cosa stanno facendo e cosa vogliono fare, e lo si vede anzi, lo si sente!

Tracklist:

01. Interpretation
02. I_O
03. Another Thought
04. Irreal
05. OUD
06. Halcyon Days
07. Mist Rites
08. Navigating The Void

Sito Internet: www.disappearsmusic.com
Facebook: www.facebook.com/pages/Disappears
SoundCloud: soundcloud.com/disappears
Casa Discografica: www.kranky.net


(Hank)

ZU: “Rudra Dances Over Burning Rome”, primo estratto dal nuovo album “Cortar Todo”

21/01/2015 § Lascia un commento

zu cortar todo

Dal nuovo album ‘Cortar Todo‘, l’uscita è prevista per il prossimo 24 marzo su Ipecac Recordings,  gli Zu hanno messo in streming il primo brano estratto: ‘Rudra Dances Over Burning Rome‘. L’album è stato registrato in estate al Vacuum Studio di Bologna e vede la partecipazione del tastierista Joey Karam (Locust) e di Stefano Pilia (Massimo Volume).

Buon Ascolto.

Best of 2014: I Migliori Album Stranieri del 2014!

05/01/2015 § Lascia un commento

best of 2014 album
Eccoci qui con la non classifica, visto che sono in ordine sparso, dei migliori album del 2014.

Voglio ancora una volta indicarvi una semplice lista da consultare, una lista per tutti i curiosi che spulciano tutte le classifiche di fine anno ma, come sempre, io la pubblico ad anno oramai concluso.

I Migliori Dischi Stranieri del 2014!

Romulo Fróes – Barulho Feio (YBmusic)

Fire! Orchestra – Enter (Rune Grammofon)

Arca – Xen (Mute)

Run the Jewels – Run the Jewels II (Mass Appeal)

Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra – Fuck Off Get Free We Pour Light On Everything (Constellation)

A Winged Victory For The Sullen – Atomos (Erased Tapes Records / Kranky)

Lawrence English – Wilderness Of Mirrors (Room40)

Sleaford Mods – Divide and Exit (Harbinger Sound)

Swans – To Be Kind (Mute)

Clipping – CLPPNG (Sub Pop)

Linda Perhacs – The Soul Of All Natural Things (Asthmatic Kitty)

Wovenhand – Refractory Obdurate (Glitterhouse)

Goat – Commune (Rocket)

Andy Stott – Faith in Strangers (Modern Love)

Neneh Cherry – Blank Project (Smalltown Supersound)

Caribou – Our Love (City Slang)

Real Estate – Atlas (Domino)

Sun Kil Moon – Benji (Caldo Verde Records)

Gazelle Twin – UNFLESH (Anti Ghost Moon Ray)

Scott Walker & Sunn O))) – Soused (4AD)

(Hank)

Best of 2014: I Migliori Album Italiani del 2014!

05/01/2015 § Lascia un commento

collage
Eccoci qui con la non classifica, visto che sono in ordine sparso, dei migliori album del 2014.

Voglio ancora una volta indicarvi una semplice lista da consultare, una lista per tutti i curiosi che spulciano tutte le classifiche di fine anno ma, come sempre, io la pubblico ad anno oramai concluso.

 

I Migliori Album Italiani del 2014:

Junkfood – The Cold Summer of the Dead (Trovarobato Parade / Blinde Proteus Records)

Populous – Night Safari (Bad Panda)

C’Mon Tigre – C’Mon Tigre (Autoprodotto)

Heroin in Tahiti – Canicola (NO=FI Recordings)

Battiato/Pinaxa – Joe’s Patti Experimental Group (Universal)

Teho Teardo – Ballyturk (Specula Records)

Edda – Stavolta Come Mi Ammazzerai? (Niegazowana Records)

Be Forest – Heartbeat (WWNBB)

Clap! Clap! – Tayi Bebba (Black Acre)

Godblesscomputers – Veleno (Sfera Cubica)

Gusto Forte – Quinto Quarto (Plastica Marella)

Airportman – David (Lizard)

Paolo Conte – Snob (Universal)

Maurizio Abate – A Way to Nowhere (Boring Machines)

Bologna Violenta – Uno Bianca (Wallace Records)

(Hank)

Recensione Airportman – David

30/11/2014 § Lascia un commento

Recensione Airportman – David (Lizard, 2014)

Recensione Airportman DavidSappiamo tutti cosa sia il suicidio o magari possiamo leggere la definizione su un dizionario qualsiasi presente in casa: “Atto di togliersi deliberatamente la vita. Si tratta di un gesto osservabile solo nella razza umana sebbene siano presenti nel regno animale comportamenti assimilabili”. Davanti alla morte spesso pensiamo alla famosa frase ‘ho visto scorrere tutta la mia vita davanti ai miei occhi’ ma cosa ‘sente’ una persona poco prima di lasciare il suo mondo?

Gli Airportman ci hanno pensato a lungo e ‘David‘ parla proprio di questo, un concept album che si costruisce su sei tracce di una durata media di sei minuti circa, dal momento in cui ci si sveglia fino a quello in cui non ci si può risvegliare. Forse non è esatto dire che ci hanno soltanto pensato a lungo perché sono convinto che abbiano fatto, prima di costruire il suono, anche un grande lavoro di osservazione e di ricerca sul concept.

David è si improvvisazione ma con una cura finale sempre molto alta, la stessa cura che Chiara Dattola ha utilizzato per illustrare l’artwork del disco, davvero molto azzeccato. ‘David pt.1 Il Mattino‘ parte lenta e spezzettata, ‘David pt. 3 I Fotogrammi‘ è semplicemente sospesa, dalle stesse puntine che tengono i fotogrammi di David sulle pareti – leggetevi le parole nel booklet, i testi non servono con gli Airportman. ‘David pt. 4 Le Tende Bianche‘ parte più decisa, quasi come se il tocco delicato del piano fosse stato spazzato via da un lieve venticello math, le chitarre sono più concrete ed è uno dei due momenti del disco che preferisco. ‘David pt. 6 Il Silenzio Assoluto‘ è cupa e prende piede piano piano fino a riempire tutti gli spazi possibili, inflessibilmente, ed è questa la seconda traccia che spicca.

Cosa dire, che sono molto felice di seguire questo gruppo da molto tempo e di rimanere sempre piacevolmente rapito dai loro lavori. Se il concept non vi spaventa e vi piacciono i dischi di non facile ascolto, David è fatto apposta per voi; altrimenti dovete comunque dargli una seconda possibilità perchè gli Airportman sono assai bravi.

Tracklist:

David pt. 1 – Il Mattino
David pt. 2 – Le Notti di Nick
David pt. 3 – I Fotogrammi
David pt. 4 – Le Tende Bianche
David pt. 5 – Il Battito di Ali
David pt. 6 – Il Silenzio Assoluto

Sito Internet: www.airportman.com
Facebook: www.facebook.com/airportman 
Casa Discografica: www.lizardrecords.it

(Hank)

Video of the day: Mark Lanegan – Floor Of The Ocean

26/11/2014 § Lascia un commento

Casa Discografica: www.vagrant.com
Sito: www.marklanegan.com
Store: http://kingsroadmerch.com/vagrant

Song of the day: Nadine Shah – Stealing Cars

19/11/2014 § Lascia un commento

 

Nadine Shah ha annunciato il suo ritorno con ‘Stealing Cars’ e ci prepara al suo nuovo album, in uscita per il 2015.  La canzone è stata registrata a Londra @ The Pool con Peter Jobson (I am Kloot), Nick Webb e Ben Hillier.

Buon ascolto!

Website: http://nadineshah.co.uk
Soundcloud: https://soundcloud.com/nadineshah/stealing-cars-radio-edit/s-TdQLR
Facebook: https://www.facebook.com/Nadineshah
Twitter: https://twitter.com/nadineshah

Recensione News for Lulu – Circles

18/11/2014 § Lascia un commento

Recensione News for Lulu – Circles (Urtovox Records, 2014)

NewsForLulu-CirclesI News for Lulu partono dal sud-ovest lombardo verso due tappe ben precise: Omaha (Nebraska), più precisamente nello studio di Ben Brodin (Bright Eyes, Mynabirds) e a New York con Joe Lambert (The National, Deerhunter e Animal Collective), rispettivamente per il mix e il mastering del loro nuovo terzo disco “Circles” (sempre su Urtovox Records).

Circles‘ è pop e psichedelia anni ’70, abbraccia gruppi come Fleetwood Mac, Neil Young, Quicksilver Messenger Service ma anche band come Wilco e Flaming Lips; l’altra questione fondamentale è l’utilizzo delle voci (con ogni sfumatura), come quelle aggiunte di Laura Burhen (Mynabirds, Postal Service) e Orenda Fink (Azure Ray) che si mischiano perfettamente e malinconicamente al risultato finale.

Into Nowhere‘ trema leggera e delicata per portarci in punta di piedi a ‘Spring Burns‘, una vera e propria esplosione solar-pop dell’America seventies; ‘Grin and Bear it‘ con quel falsetto è tanto vecchia quanto reale mentre ‘Eagles‘ perfetta nel suo essere dispari invia un messaggio abbastanza chiaro a tutte le coppie. ‘New Year’s Eve‘ sembra una di quelle canzoni pop anni ’90 che non vorresti conoscere ma ti riscopri a canticchiare in doccia, nel bene o nel male. Successivamente a ‘Your Uniform‘ che pare una colonna sonora di qualche drama-story, viene il fuzz iniziale di ‘Flowers in the Oven‘ e la chiusa della title-track che va un po’ a scemare rispetto ai picchi degli altri brani qui sopra citati.

In sintesi ‘Circles‘ è il punto più alto dei News for Lulu e se riescono a raggiungere questo livello con un sempre difficile terzo disco, beh, dovremmo esserne tutti contenti; questi ragazzi hanno delle idee molto valide e sanno come metterle in pratica. Se i coretti non vi fanno paura, non statevene lì impalati.

Tracklist:

01. Intro Nowhere
02. Spring Burns
03. Follow and Run
04. Grin and Bear it
05. Eagles
06. Say Hello with a Wave
07. New Year’s Eve
08. Rain
09. Your Uniform
10. Flowers in the Oven
11. Oh No
12. Circles
Facebook: https://www.facebook.com/newsforlulu
Casa Discografica: www.urtovox.com


(Hank scritto per www.ondalternativa.it)

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