Recensione La Morte – s/t

10/12/2012 § Lascia un commento


Recensione La Morte – s/t ( Corpoc/Anemic Dracula, 2012)

recensione la morte st corpocChe cos’è la morte? Potremmo stare delle ore a discutere su cosa potrebbe essere a livello fisico, religioso o che altro, per ora mi viene in mente solo una frase del film di Vittorio De Sica (Ladri di Biciclette, 1948): “a tutto si rimedia, tranne che alla morte”. In questo caso però parliamo del progetto di Riccardo Gamondi (Uochi Toki) e Giovanni Succi (Bachi da Pietra), una sorta di letture scelte (il tema è ovvio) sonorizzate e distorte da elettronica e field recording.

Si inizia in modo greve con i Promessi Sposi (Cap. XXXIII) di Alessandro Manzoni, chi parla è Don Rodrigo: “Camminando però, sentiva un malessere, un abbattimento, una fiacchezza di gambe, una gravezza di respiro, un’arsione interna, che avrebbe voluto attribuir solamente al vino, alla veglia, alla stagione.” La Peste, insomma. Poi è la volta de Il Muro di Jean-Paul sartre, dove il personaggio non voleva morire come un cane, voleva capire e restare sveglio; si sentono i colpi e le fucilate, l’attesa è palpabile. La Morte di Ivan Ilic, di Tolstoj, è resa benissimo da una lettura così vicina al testo e al protagonista preso a riflettere e ad inveire contro tutto e tutti, prima di lasciarsi andare; “O frate meo, non me rampugnare, cà ‘l fatto meo te pòte iovare!” è, invece, l’inizio della lauda in forma di ballata di Jacopone da Todi che chiude splendidamente il Lato A.

Il Lato B ritorna nel ‘900 con Giorgio Manganelli, un estratto (Dall’Inferno) che parla di feci, della perdita corporale e del passaggio da morte a vita ma anche da vita a morte; successivamente l’elettronica e un bordone sonoro fanno da spalla a Palomar (Italo Calvino) che pensa agli ultimi sopravvissuti della specie umana. Jacopone da Todi ritorna con “Sì como la morte face a lo corpo umanato” ed è di una bellezza inquieta, da togliere – appunto – il fiato; può essere spiegato come un orrore elettronico (quasi industrial), dove si cerca di allontanare l’uomo dai peccati poiché lo divoreranno dal suo interno. Arrivati alla fine (del disco ovviamente) troviamo il genio di David Foster Wallace con il suo  Re Pallido, le sue parole in una nebbia elettrica: “chi avrebbe mai immaginato che esistesse un modo piú veritiero di dire morire, andarsene, il solo suono mi fa sentire come mi sento al crepuscolo di una domenica d’inverno…”.

Un disco difficile da incasellare, difficile e per pochi, certo, ma così grande da dover raggiungere tutti.

Tracklist:

1. Lato A
2. Lato B

Sito Internet: lamorte.biz
Facebook: www.facebook.com/paginadellamorte
Corpoc: corpoc.com
Anemic Dracula: anemicdracula.wordpress.com

(Hank – Recensione su Eyeonmusica)

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