Recensione Paolo Saporiti – L’ultimo Ricatto

15/10/2012 § Lascia un commento


Recensione Paolo Saporiti – L’ultimo Ricatto (Orange Home Records, 2012)

recensione Paolo Saporiti L'ultimo ricatto 2012Paolo Saporiti lo conosco bene, musicalmente parlando, almeno così ho sempre creduto; precisamente è dal 2006 che lo ascolto, sia nei Don Quibol che come cantautore solista, grazie ai ragazzi della Canebagnato Records (una piccola casa discografica, indipendente e meneghina) che gli pubblicarono ben tre dischi.

Poi ci fu il salto nella Major con "Alone", del 2010: arrangiamenti sempre più verso  landscapes sonori che completavano il folk minimale di Saporiti, come sempre poca Italia nella sua musica ma davvero tante passioni e suoni che vengono dall’estero. Si parlava di Damien Rice, Devendra Banhart, Nick Drake e di Bonnie Prince Billy, ed ora ci sorprende con “L’ultimo Ricatto”, ovvero un album suonato con Xabier Iriondo (presente in modo totale), Zeno Gabaglio (violocellista svizzero), Stefano Ferrian (al sax) e Cristiano Calcagnile (alla batteria).

Le solite capacità chitarristiche di Paolo si uniscono con le frammentazioni e le doti sonore di Xabier (è in un periodo davvero ispirato) che rendono l’album particolare, non semplicissimo e maturo. Si può dire effettivamente che è il disco della maturità e mi spiazza perchè non avrei pensato ad una direzione verso una ricercata malgama sonora che risulti così perfettamente instabile. "War (need to be scared)" è dolce e nervosa, "I’ll fall asleep" è delicatamente disturbata mentre "Sweet liberty" è il brano che ti entra in testa per non lasciarti più, con o senza le sue scudisciate.

"We’re the fuel" è pizzicata e da camera, dove il sax e il violoncello sono i padroni incontrastati, "Stolen Fire" è un wester vagamente elettrico mentre "Time is gone" risalta grazie al bravo Stefano Ferrian. Tutto si chiude con F.R.I.P.P. (acronimo o dedica?), canzone che con la sua bellezza e la sua semplicità fa venire voglia di ricominciare, da capo, l’ascolto. I brani che non ho citato non sono minori perchè a modo loro sono importanti, fanno parte di un disco che è davvero bello, ma bello tutto. I complimenti a Paolo Saporiti e ai suoi musicisti.

Tracklist:

01. Deep in the water
02. War (need to be scared)
03. I’ll fall asleep
04. Sweet liberty
05. We’re the fuel
06. Toys
07. Stolen Fire
08. Never look back
09. The time is gone
10. In the mud
11. Sad love/bad love
12. F.R.I.P.P

Sito Internet: www.paolosaporiti.com
Facebook FP: www.facebook.com/pages/Paolo-Saporiti
Casa Discografica: www.orangehomerecords.com

(Hank – Recensione su Eyeonmusica)

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Recensione Paolo Saporiti – L’ultimo Ricatto su Velvetgoldzine.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: