Intervista a Ilaria Pozzi!

25/07/2012 § Lascia un commento

L’intervista a Ilaria Pozzi:

Hank: Iniziamo con una domanda semplice, chi è Ilaria Pozzi?

Ilaria Pozzi: Non è un mistero che sono una tattoo addicted, non è un mistero manco che sono un’alternative model. Poi lavoro con le foto ma non mi piace dire che faccio la modella: lavoro in generale con la mia immagine nelle arti visive, principalmente attraverso la fotografia (da quelle più  commerciali a quelle più artistiche) , nei video musicali e non, nell’arte digitale e pittorica… etc.
Sì, vivo con la mia immagine prevalentemente, e per fortuna, con quello che mi piace fare, anche se poi a volte bisogna scendere a compromessi e fare anche cose che non piacciono molto…
Sono anche una piercer, faccio piercing solo su appuntamento in alcuni tattooshop a Genova e Savona, dove sono nata, prima anche a Roma e ad Ostia.

H.: Invece com’è l’Ilaria Pozzi che viene vista dal pubblico?

I.P.: Vista da chi non mi conosce e vede soltanto le foto o i video credo che ognuno si faccia un’idea sua, ma sicuramente anni luce lontana da quello che sono realmente. Spesso leggo i commenti sotto foto o video dove ci sono io, ma che non ho caricato io, e ne sento di tutti i colori, tipo che sono una fattona alcolizzata mangia cazzi, quando in verità non bevo alcolici e non vado quasi mai alle feste.

Photo by Gabriele RigonH.: Fin dalle prime foto che vidi sul tuo Tumblr, rimasi molto colpito dal contrasto: si perchè sembri molto forte ma anche dannatamente fragile, e non si riesce a percepire cosa c’è in mezzo.

I.P.: Quello che hai detto è vero, sono così: forte ma anche fragile. E spesso in alcune foto, dipende dal fotografo, questo si percepisce. Nelle foto si vede quello che il fotografo vuole mostrare di me, può essere qualcosa di reale oppure no, può mostrare tanto o pochissimo di me. Comunque anche nella vita sono un po’ cosi… o bianco o nero… non ho molte mezze misure.

H.: Parliamo dei tatuaggi, significano sempre qualcosa o è solo voglia di coprire la tua pelle?

I.P.: Allora, la pelle che si ricopre è una conseguenza, ogni tattoo ha un po’ una storia a se… La gamba destra, che è quella con i fiori di ciliegio, è nata un po’ per caso, perché chiesi a questo amico (Carlo Fastcolors) se mi faceva qualche fiore di ciliegio un po’ sparso sulla gamba (ancora l’altra era pulita) e lui mi fece un po’ di stencil e quando mi guardai praticamente era tutta a fiori… lui disse “è figa però”… e io dissi “eh si”. Cosi facemmo le linee di piu di cinqunta fiori fino tipo alle tre di notte. Poi ogni tanto, quando lo vedo, la continuiamo. Ancora deve finire di colorare tutti i fiori, abbiamo iniziato ormai quasi cinque anni fa, non ricordo piu… dovrei rileggere le agende passate.
Comunque nel frattempo ho quasi finito anche l’altra gamba, che invece è fatta da tanti pezzi ognuno diverso… alcuni sono fatti durante viaggi e alcuni durante pomeriggi piovosi di cazzeggio in studio quando lavoravo tutti i giorni come piercer, altri in casa,  alcuni in studio, alcuni… i piu maffi (“marci”, ndr.) io da sola, comunque il mio timbratore di fidicia è Stefano Prestileo

Photo by Corrado Dalco'H.: Ti ho vista nel video degli Zen Circus, in un corto per l’album dei Plan De Fuga e in quello di Fiorious. Come è stato lavorare alla creazione di questi video?

I.P.: Allora, per ognuno è diverso… Con gli Zen Circus è stata una sola giornata, la mattina ho ballato per Milano, mentre il pomeriggio mi sono presa due secchiate, anche questo è lavoro! Con i Plan De Fuga sono stati un bel po’ di video, sei o sette video diversi se ho capito bene, abbiamo girato per settimane a Brescia e in Toscana, l’ultimo video tutto in pianosequenza. Abbiamo avuto modo di conoscerci bene e di farci un sacco di risate sia col il regista (Davide Fois) che con tutti i ragazzi della produzione di Treesessanta. Invece per So pretty di Fiorious (a me la canzone non è mai piaciuta ) è stata proprio una volata perché eravamo moltissime comparse.
Ho fatto anche il video per un gruppo che si chiama Hookin (www.facebook.com/thehookin), che secondo me è carino. Mi stavo dimenticando anche quello dei Simus dove sono in coma la mattina e in un mattatoio il pomeriggio.

H.: Ma dimmi, visto che siamo alla musica (quello di cui tratta il blog), che generi/gruppi/cantanti preferisci?

I.P.: Ascolto molti generi, un po’ a periodi e un po’ a stati d’animo. Se sono presa male, ascolto il reagge che mi fa prendere bene come The Gladiators, Burning Spear, Horace Andy

Photo by A.T. PratoH.: E cosa stai ascoltando in questo periodo?

I.P.: Ascolto Beastie Boys, The Black Keys, Breeders, Pixies, gli Yeah Yeah Yeahs, Etta James, le Cocorosie, Gogol Bordello, Eryka Badu, i Detroit Cobras, Deerhunter, Crystal Stilts, i Buzzcocks… Ah, anche i Cccp, fin da quando ero piccola, mi dispiace però che Lindo Ferretti abbia sbroccato.

H.: Ora come ora cosa vorresti fare che non hai ancora fatto?

I.P.: Vorrei continuare a viaggiare il più possibile per vedere posti che ancora non ho visto; e per farlo devo continuare a lavorare con la speranza di farlo con persone che mi daranno la possibilità di esprimermi in cio che faccio e di creare cose di cui andare fieri.

H.: Ma a livello lavorativo hai un sogno o qualcosa che desideri più di tutto realizzare?

I.P.: Diciamo che le cose che vorrei realizzare piano piano le sto realizzando… Ho anche trovato un bravo ragazzo che mi vuole bene e che non sbrocca a causa del mio lavoro… finalmente.

H.: Progetti futuri?

I.P.: Progetti futuri… qualche bagno in mare serio che quest’anno non ne ho ancora fatti, qualche altro tatuaggetto. Con Corrado Dalcò vogliamo organizzare un workshop in qualche posto da sciallo, dovrò andare a scattare a Londra con dei fotografi inglesi, ma prima ancora andrò sicuramente a Roma per un workshop con i ragazzi del progetto I Love You When you Smile (Oltre il nudo) e per qualche pubblicazione e lavoro carino… ma finché le foto non le fai non lo sai se sono venute bene.
Photo by Gabriele Rigon
H.: Hai un messaggio da dare per chi leggerà questa tua intervista?

I.P.: Fate quel cavolo che volete ma non mi rompete le scatole!

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