RacconTo(ur) Tedesco by Father Murphy

26/11/2006 § 2 commenti

Bombanella, novembre 06

 

In quei giorni di settembre ero stato da poco trasferito in un piccolo convento di Norimberga.

 

Non ero particolarmente felice della decisione presa dai miei diretti superiori, ma ho sempre condiviso la necessità di dover anteporre lo spirito di accettazione religioso all’entusiasmo personale.

 

Ma ancora non sapevo che, se solo grazie a quel trasferimento, avrei potuto rivedere il mio vecchio amico Father Murphy.

Fu Patrizia, una cara sorella, la prima a darmi la notizia. E fu lei stessa a chiedermi di volerli seguire per tutta la durata del pellegrinare in terra tedesca. Sembrava quasi di tornare indietro negli anni.

Quasi a voler far coincidere questo viaggio con quello fatto con i miei cari amici ormai 27 anni or sono, fui raggiunto da una telefonata di Freddie che, con la voce spezzata dalle risa, mi annunciava che ancora una volta il radiatore della Volvie era saltato, un buco largo quanto una catenina di rosario, sempre all’altezza di Affi Sud.

 

Li incontrai, posso sinceramente e tranquillamente affermare che ero commosso, a qualche metro dal centro culturale dove avrebbero tenuto la loro prima serata, a Wiesbaden, 40 km a ovest di Francoforte.

Ridemmo molto, Vittorio e Chiara Lee sembravano in forma, nonostante gli inconvenienti e le lunghe code.

Il pubblico non fu dei più calorosi, ma fu un’ottima prova generale. Il giorno dopo c’era Norimberga, la mia Norimberga.

E fu una sorta di successo, offuscato forse solo da tutto il fumo passivo che mi dovetti sorbire. La gente era entusiasta, e Freddie riuscì a trattenersi dal dover iniziare lunghe e pericolose discussioni in merito al periodo nazista di Norimberga…e Patrizia invece passò il resto della nottata in compagnia di simpatici finlandesi, dimostrando quanta resistenza fisica avesse. Organizzatrice perfetta, ma anche pronta a saltare ore di sonno per salutare vecchi amici.

Da lì tornammo a Francoforte, dove fummo quasi in diretta competizione con il Papa, in Germania anche lui per qualche conferenza, ma non fummo mai sfiorati dalla tentazione di interpretare il viaggio del nunzio di Roma come una diretta sfida nei nostri confronti.

Semplicemente procedemmo il nostro viaggio, verso nord, verso Amburgo, due giorni di caldo secco che ritemprarono le nostre ossa. Lo spettacolo serale nella città portuale fu caratterizzato dalla presenza di sole 17 anime, le quali però si dimostrarono altrettanto calorose e interessate ad ascoltare quanto il pubblico di Norimberga.

Vittorio iniziò come sempre con lo spettacolo video, accompagnandolo, come mai fatto prima in Italia, direttamente dal vivo con una colonna sonora studiata per l’occasione. Tutti gli strumenti sul palco a sua disposizione. E poi toccò ai miei Murphy, a cui riuscii a lavorare dei suoni così chiari e cristallini, da poter eliminare le ultime barriere linguistiche rimaste. Le urla lanciate quella notte servirono a corroborare lo spirito e la fede di quei pochi fedeli intervenuti. Eravamo nel giusto.

 

E quindi fu l’ora di Lipsia, dove scappammo dalla possibilità di dover far colazione con aringhe e birra, ma dove Freddie dovette arrendersi di fronte alla spavalderia di due cagnoni neri, e qui non può che saltarmi in mente il parallelo con il famoso cane nero, alleato del Vecchio Pescatore…ma sarebbe divagare…a Berlino quindi ci accolsero numerosi vecchi amici, ancora legati alle immagini di 27 anni prima. Io e Patrizia fummo soddisfatti di vedere quanto l’impresa, che sembrava così ardua, di portare in giro i deboli sistemi nervosi di Freddie, Chiara Lee e Vittorio si risolse in una fruttuosissima esperienza.

Non riesco molto a parlare delle serate in sé, tenderei ad esprimere tutto l’entusiasmo provato e subito dalla gente. Preferisco lasciare un alone di mistero, e confido nella vostra fiducia. Anche di fronte a 21 persone come avvenne nell’unico spettacolo completamente acustico, il secondo a Berlino, fu comunque un’emozione vedere che ormai avremmo quasi potuto continuare per mesi.

Ma prima ci furono Halle, e la simpatica congrega di vegani, un po’ troppo duri nelle loro posizioni, ma abili scommettitori, che tennero Freddie e Vittorio ed il sottoscritto in piedi tutta la notte, a giocare e, almeno per noi, perdere.

Ma Fitz, nostro padrone di casa nella prima serata berlinese, ce l’aveva detto, col suo accento irlandese: attenzione ad Halle, circolano strane voci a riguardo!

A Dresda fu invece un classico delirio da sabato sera: signori miei intrattenitori, noi balliamo i vostri pezzi veloci, ma mal sopportiamo quelli lenti. Che sia ritmo, ritmo e passione. Io ridevo tranquillamente dietro alla mia postazione. La cattiva idea di mischiare degli alcolici a sostanze eccitanti portò il sottoscritto e Freddie a vagare fino a mattino, quando Chiara Lee fu l’unica che ci sentì tornare distrutti al piccolo ma decoroso appartamento affidatoci dal buon Kristian, ragazzotto alto e robusto, rivelatosi buon amico, e attento ascoltatore.

Mi sto forse perdendo, perchè ricordo volentieri moltissimi particolari, ma cerco di trattenerli per me, per non credere che si tratti esclusivamente dell’ennesima leggenda di Father Murphy.

Alla fine furono 9 lunghe e diverse tra loro serate, dove rincontrai Father Murphy, dove ebbi modo di lavorare ancora con la cara sorella Patrizia.

 

 

Davide Cristiani

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