La Follia degli Elton Junk

03/02/2006 § Lascia un commento

Elton Junk – Moods (Sottosopra produzioni, 2004) + Piss on a dead tree and watch it grow (Anomolo, 2005)

Gli Elton Junk, quartetto senese da qualche anno trapiantato a Bologna (dove collabora tra l’altro con il centro sociale Ex-Mercato 24 nell’organizzazione di vari eventi culturali), si formano nel 2000.

A pochi mesi dalla formazione viene realizzato "Moods", distribuito dalla Sottosopra Produzioni solo nel 2004, con un ritardo di tre anni. Tra il 2001 e il 2002 gli Elton partecipano a due lavori teatrali occupandosi della stesura delle musiche di scena e svolgono un’ampia attività live: esperienze queste che confluiscono nelle realizzazione, nel 2002, di "Piss on a dead tree and watch it grow". Il disco viene pubblicato online nel 2005 dall’etichetta no-profit Anomolo (essendo coperto da una licenza di copyleft, può essere scaricato gratuitamente all’indirizzo www.anomolo.com).

Non è facile decifrare il suono degli Elton Junk: la loro musica risulta allergica ad ogni definizione, sta stretta dentro parole che cercando di classificarla. E questo perché il sound degli Elton è una fusione personalissima di generi diversi, di suoni e di rumori; esso guarda contemporaneamente a così tanti orizzonti che definirlo risulta disorientante. Costante nei loro lavori è il gusto per la sperimentazione totale, per la contaminazione senza limiti, per la reinvenzione incondizionata (vedi, fra tutti, Frank Zappa).

MoodsIn "Moods" gli anni ’80 sono fatti a pezzi e ricomposti in modo sconclusionato e geniale: psichedelia multicolore, sonorità post punk e new wave, toni dark e cadenze prog vengono fuse con atmosfere funky e jazz. Ogni pezzo è in qualche modo una creazione a sé stante: ciò che lega le tracce tra loro è la sperimentazione estrema, la decostruzione dei suoni e la loro distorta e folle ricomposizione.

Piss on a dead tree and watch it growPiù omogeneo è invece "Piss..": le divagazioni deliranti sono più addomesticate, l’atmosfera in sé (forse per le esperienze teatrali che precedono le registrazioni dell’album) più oscura e densa, i suoni più elaborati: caratteristiche che rendono l’album un’emozionante colonna sonora post rock per accompagnare giornate incerte e incubi quotidiani.

Gli Elton non sono solo abbastanza folli. Sono anche piuttosto ispirati. È questo mix di follia e ispirazione che li rende interessanti.

Sito Internet: www.eltonjunk.net + www.myspace.com/eltonjunk

Contatti: junkhouse@eltonjunk.net + elton_junk@hotmail.com

Casa Discografica: www.anomolo.com

(LeBleuDesordre)

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